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4 ago 2014

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita. Parte 5.

Sat Nam miei cari fratelli!!Pioggia di benedizioni!! 
Continuiamo con il post del video: Punto zero un salto verso l'istante.

E' un video realizzato da Yanina Solis. Qui lascio l'audio mp3 di questa parte 5 e ultima del video-Punto zero un salto verso l'istante-5

Quando inizio ad accettare ciò che accade inizia a sgretolare la mia bottiglia e l'acqua inizia ad entrare.

Allora quando vivo qualcosa o mi dicono qualcosa, o sento qualcosa che rimbalza nella mia personalità è perché sta rimbalzando in una parte della mia bottiglia che non è aperta completamente.
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O significa che dovrei fare qualcosa di diverso e tutto nella mia vita diventa utilizzabile per il ritorno.

Invece dal rifiuto non posso ritornare, perché il rifiuto e la credenza che c'è qualcosa di differente all'esterno mi porta un'altra volta alla logica della divergenza.

Allora galleggiare ha questo significato: lasciarmi portare dall'oceano dell'esistenza. Cominciare ad avere fiducia nella mia vita.

E non dire all'oceano come va a comportarsi o come deve guidarmi o come devono essere le sue opere.
Allora da questo punto, perché ripeto costantemente le stesse esperienze? Perché si ripetono se io derivo e derivo tutte le notti?

Si ripetono e si ripetono perché mentre più derivo più l'oceano dell'esistenza e la mia origine prendono in carico portarmi quelle onde dove io non ho vissuto ancora l'accettazione.
Quelle onde dove mi dimostrano dove sono bloccata e dove non sto fluendo.
Derivo nella notte e al giorno seguente mi alzo e viene l'onda e continuo a rifiutarla. Questo è perché credo ancora in una logica divergente che dice che mentre io faccio la derivazione sarà l'origine quello che pulisce tutte quelle cose che non voglio, perché credo che quelle cose non dovrebbero essere nella mia vita, quando la mia vita è l'unica cosa che ho.

Allora questo diventa due movimenti chiavi: la mia scelta di non accettare ciò che accade nel mio presente mi porta a camminare in circoli.

Nel mio presente, il punto zero è dove io accetto quello che sta accadendo.

Se mi mantengo senza accettare il presente non arrivo mai, perché sempre sono connessa alla credenza che ciò che sta accadendo dovrebbe essere differente e mentre io credo in questo starò collegata con i futuro, vivrò soltanto esperienze e rimbalzando nel campo.

Quando io mi vedo faccia a faccia con il vuoto, (e sono tanti quelli che stanno sperimentando questo già), penso: non so perché vivo, non so il senso della mia vita e questa sensazioni la sente quello che ha permesso a se stesso il sentire questo.

Prima riempiva la sua vita di esperienze per non sentire il vuoto. Perseguitava le cose, le illusioni, e tornava al vuoto di nuovo e dopo cercava qualcosa per togliere quel vuoto e cosi ripeteva i cicli continuamente.
Quando uno inizia a fluire e sente quel vuoto cosa fa?

Viviamo il presente e quel presente è tanto intenso che mi fa scendere di nuovo perché non sopporto vivere l'intensità del presente. Questo punto zero è la chiave dove inizio ad accettare tutto nel presente e do il salto al vuoto.

Ho come appoggio la vita, la propria esperienza di essere umano. La mia propria scelta di vivere senza dirle alla mia vita dove deve andare.

A questo punto le esperienze smettono di ripetersi, perché l'acqua, dopo che ho la piena accettazione delle cose fluisce.

Non significa che non si ripetano le cose nella mia vita ma che l'acqua è già dentro di me ed è cominciato già a svanire la personalità che faceva che l'acqua nelle esperienze rimbalzi e io sentissi il dolore. E' un atto di amore.

Grazie bellissimo essere! Pioggia di benedizioni e ci vediamo al prossimo post. Namastè!! Ti amo.

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita. Parte 5.

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita. Parte 4.

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita. Parte 3.

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita. Parte 2

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita.

2 ago 2014

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita. Parte 4.

Sat Nam miei cari fratelli!! Pioggia di benedizioni!! 
Continuiamo con il post del video: Punto zero un salto verso l'istanteE' un video realizzato da Yanina Solis. 

Qui lascio l'audio mp3 di questa parte 4 del video-Punto zero un salto verso l'istante-4.

Nell'accettazione è quando posso creare un vuoto dove se c'è qualcosa fuori del campo quantico quello possa venire a me.
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Pero questo sarà possibile sempre e quando io decida di accettare di vivere pienamente la mia vita e smetta di avere paura di essa. Questo è l'unica cosa di cui necessito per ritornare. La vita è intensità.
Nella prima parte del viaggio ci siamo proposti di rifiutare quell'intensità. Allora la nostra personalità ci serviva da bottiglia, perché quando le onde battono questo ci aiuta a capire quel senso di separazione.

Il dolore non è che la conseguenza della mia credenza che sono separato del tutto e quando dico dolore non mi riferisco soltanto alla tristezza o a quelle emozioni che abbiamo etichettato di cattive, ma anche a quelle buone.
Perché incluso quando siamo felici sentiamo nel più profondo di noi quel dolore che quella felicità non sarà per sempre.

Perché la definizione di felicità per noi non è costante, invece è quella che sta tra due onde cattive. 

Quando siamo felici abbiamo paura di quella onda che verrà a toglierci la felicità. Allora non c'è pienezza.

La separazione crea inevitabilmente dolore, compresso quando io credo che sono felice. E questo è semplicemente perché io sto costantemente cercando la felicità.

Allora nella prima parte dello sdoppiamento veniamo ad esperimentare quel dolore che si produce quando questo oceano che è pura intensità batte contro la nostra personalità.
Quella personalità, quel virtuale che non è altra cosa che la credenza che ciò che sta accadendo nella mia vita dovrebbe essere differente.

Perciò abbiamo etichettato le onde e abbiamo fatto della nostra vita una costante lotta contro ciò che sta accadendo.

Questo non potrebbe funzionare se io non avesse l'illusione che posso controllare le onde. Però quella illusione non è vera.

Non possiamo controllare l'oceano, anche se abbiamo l'illusione che possiamo farlo. Ci aggrappiamo a questo soltanto perché questa esperienza di separazione abbia senso e da cui si possa trarre beneficio.
Senza quella illusione non potrebbe essere possibile l'esperienza.

Nel cammino di ritorno comprendo che sono venuto in un autobus, che non l'ho guidato mai e che l'unica cosa che dovevo fare era vedere il paesaggio e dare informazione.

E inizio a lasciare andare quello che io ho creduto che era il volante della mia vita. Inizio a fluire.
Allora tornando allo esempio dell'oceano: ogni volta che l'oceano batteva la mia bottiglia, nella mia personalità sorgeva quel dolore che mi ricordava la mia scelta di separazione.

La mia scelta di credere che questo non dovrebbe accadere. Allora adesso nel cammino di ritorno utilizzeremo quella intensità senza classificarla. La utilizzeremo per ritornare. Per vedere dove non sto accettando e dove non sto fluendo. 

Grazie bellissimo essere! Pioggia di benedizioni e ci vediamo al prossimo post. Namastè!! Ti amo.

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita. Parte 5.

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita. Parte 4.

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita. Parte 3.

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita. Parte 2

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita.

1 ago 2014

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita. Parte 3.

Sat Nam miei cari fratelli!!Pioggia di benedizioni!! 
Continuiamo con il post del video: Punto zero un salto verso l'istante.

E' un video realizzato da Yanina Solis. Qui lascio l'audio mp3 di questa terza parte del video-Punto zero un salto verso l'istante-3


Nello sdoppiamento, nel cammino di venire a vivere l'esperienza della separazione io rifiuto la mia vita. 
Ho paura dell'esistenza e utilizzo la mia mente per creare strutture, città, cultura, religione, tutto questo soltanto per difendermi dalla mia propria vita.

Cosa accade quando viviamo in un costante rifiuto di ciò che sta accadendo nel presente? 

Il tempo è quello: rifiutare ciò che sta accadendo nel presente
Cosa accadrà? 

Che in un piano biologico sperimenterò un blocco, vivrò collegato al passato, perché la stessa paura delle onde che stanno per venire mi porterà a vivere nel passato. E cercare strategie per difendermi nel futuro da quelle onde.

Allora io non accetto mai, perché sempre sto lottando contro quell'oceano. La mia condizione umana, la sinapsi neuronale starà bloccata è non potrò fluire

Perciò la ricerca di qualcosa di differente a quello che sta accadendo nel mio presente inevitabilmente rinforza quel blocco.
Ed è questo ciò che abbiamo giocato durante questo periodo, il primo viaggio, quando siamo venuti ad esperimentare la separazione.

Ora tocca la seconda parte del viaggio inevitabilmente. Ogni viaggio ha un senso e ha un ritorno. 

La scelta del tempo non è altra cosa che l'oceano dell'esistenza che ci invita a ritornare

E questo è radicale, perché mentre più onde vediamo venire, da una logica divergente, da questo blocco, più le rifiutiamo e più si impegna l'origine nel portarci quelle onde che abbiamo rifiutato.  
E questo perché?

Perché dove è stata la resistenza possa nascere l'accettazione. Dove prima c'era rifiuto, resistenza, ora accetto le onde, smetto di etichettarle come buone o cattive

Inizio ad accettare l'allegria, la rabbia, il desiderio, ad accettare ciò che sta accadendo nel momento. Non perché sto aspettando qualcosa ma perché l'unica cosa che ho è quello che sta accadendo adesso.
Mi unisco con l'oceano, con l'universo attraverso quello che sta succedendo adesso nella mia vita, nel mio presente. 

Invece se io lo rifiuto, sto rifiutando l'unica possibilità di collegarmi con il tutto. 

Accettando il tutto inizio a fluire, perché non ho già resistenza e quella onda entrerà in me e io posso galleggiare e fluire come un fiume. 

Quello a cui facevo resistenza quando ho iniziato a fluire è quello che  mi porta di ritorno.
Quando inizio a fluire devo vedermi faccia a faccia con il vuoto ed è qui dove devo dare il salto. Cosa è il vuoto? Vivere capendo che non ho una ragione del perché quello sta accadendo. Che la mia ragione è soltanto ciò che sta accadendo adesso.

Poter avvicinarmi a vivere la mia vita da questo mistero. Poter aprirmi all'esistenza di non sapere il perché sto vivendo una vita umana.
Se ci sono le risposte, se c'è un cambiamento di percezione è perché io mi sono aperto a vivere e perché ho deciso di dare quel salto verso il vuoto. Questo mi permetterà vivere in modo di connessione, dove i miei ioni di calcio fluiscono.  
Il mio connectome umano , quando io inizio ad accettare, come sta configurato con la logica della divergenza per rifiutare sarà sorpreso e va a iniziare a mutare, unicamente quando io inizio ad accettare ciò che sta accadendo senza fare resistenza.

31 lug 2014

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita. Parte2

Sat Nam miei cari fratelli!! Pioggia di benedizioni!! Continuiamo con il post del video: Punto zero un salto verso l'istante.

E' un video realizzato da Yanina Solis. Qui lascio l'audio mp3 di questa seconda parte del video-Punto zero un salto verso l'istante-2


Sono venuto a vivere quell'illusione della separazione per conoscermi ed esperimentarmi nella separazione. 


Nella prima parte del viaggio creiamo l'illusione di separazione e ci distorciamo. 


Immagina un oceano dove per esperimentare la separazione viviamo in bottiglie e in piccoli pezzi d'acqua.  


L'acqua che è dentro della bottiglia è la stessa che sta nell'oceano, pero si esperimenta in maniera differente, perché la bottiglia è la nostra vita umana, la nostra personalità.



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Ed è quello che ci permette di esperimentare come qualcosa che è ferma nell'oceano. Quella separazione va a creare come conseguenza un vuoto. 

E come io non sono già il tutto, voglio riempire questo vuoto con qualcosa dall'esterno.
Allora mi metto a cercare qualcosa per riempire questo vuoto. Pero per poter giocare a cercare ho bisogno di rifiutare ciò che accade nel mio presente. 

Se non sentissi quel rifiuto alla mia vita non sentirei il bisogno di cercare.

Per giocare il gioco della scelta in questo oceano che è la esistenza, devo avere l'illusione che posso controllare le onde, allora inizio ad etichettarle come cattive, buone e ne staro rifiutando alcune e cercando altre.

Il tempo sarà creato a partire dall'illusione che io posso controllare l'oceano dell'esistenza.
Perché? 

Perché al non accettare ciò che sta accadendo, al non accettare le onde che vengono, allora andrò nel passato per vedere come sono state le onde anteriore della mia vita per vedere come gestire quelle che vengono. 

O andrò nel futuro a proiettare le onde che desidero, perché quello che sta succedendo non lo accetto.
Perché credo che quello che sta accadendo non sono io. Se sento rabbia non posso esplorare la rabbia, perché credo che la rabbia non dovrebbe accadere

E l'unica cosa che ho è che non voglio vivere quella rabbia.  

E questa è la separazione, la credenza che ci sono cose, che ci sono onde che sono degne di vivere e altra no. 

E mi rifiuto costantemente a vivere ciò che sta accadendo nella mia vita. La non accettazione!!

30 lug 2014

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita.

Sat Nam miei cari fratelli!! Pioggia di benedizioni!! Giacche stiamo ultimamente praticando la metodologia dello sdoppiamento del tempo, mi piacerebbe condividere con voi questo video: Punto zero un salto verso l'istante.

E' un video realizzato da Yanina Solis. Ho fatto la traduzione perché l'ho considerato molto interessante. spero vi piaccia. Qui lascio l'audio mp3 di questa parte del video-Punto zero un salto verso l'istante-1
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Io posso derivare tutte le notti, ma se io non ho la coscienza nell'accettazione e non ho quell'apertura alla mia vita, e se io faccio questo dal rifiuto a me stesso e alla mia esistenza, quando l'origine mette di fronte a me quel futuro che io ho rifiutato integrare, nonostante ciò lo continuerò a rifiutare.

Perché in fondo quando io ho fatto la derivazione l'ho derivato da un'altra logica: chiedendo come una preghiera, lamentazione e rifiutandomi a quello che sta accadendo nella mia vita. 

Volendo che vada via che quello che non mi piace. Chiedendo un cambiamento o cercando qualcosa di differente.

Questo non è il cammino perché questo ci fa camminare in circoli. Ci fa rimbalzare e rimbalzare nell'esperienza. Ci obbliga continuamente a cercare.

Considerare che il cambiamento della percezione viene come conseguenza di una scelta che ho presso ad aprirmi a vivere la mia vita nel punto zero
Aprirmi ad accettare quest'istante, mi porta a considerare che l'unica cosa di cui ho bisogno per ritornare, per collegarmi è la mia propria vita.

Nella mia propria vita c'è quella barca che mi porterà all'origine. E se io la sto rifiutando e se continuamente voglio cambiarla, allora sto negando a me stesso l'unica possibilità che ho di ritornare.

Per fare questo viaggio dell'essenza, ho avuto lo sdoppiamento, per venire a vivere la separazione, l'illusione della separazione. 

Ho avuto il bisogno di una vita umana nella stessa maniera con cui necessito della stessa vita umana per ritornare. Perciò lo sdoppiamento è il viaggio dell'essenza.
Grazie bellissimo essere! Pioggia di benedizioni e ci vediamo al prossimo post. Namastè!! Ti amo.

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita. Parte 5.

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita. Parte 4.

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita. Parte 3.

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita. Parte 2

Il punto zero è l'accettazione totale e l'apertura alla vita.

26 lug 2014

Prospettiva dello Sdoppiamento del tempo. Piano 6. Parte 2.

Sat Nam miei cari fratelli!! Pioggia di benedizioni. Oggi continuiamo con la trascrizione del video del piano 6, della metodologia dello sdoppiamento del tempo di Alejandra Casado.

Bello essere stiamo arrivando all'ultima tappa di questo primo viaggio che abbiamo iniziato insieme attraverso lo sdoppiamento del tempo, con la metodologia di Alejandra. 

Più avanti vedremo tanti cambiamenti in questa metodologia, ma intanto il mio ruolo è diffondere questa metodologia così come è nata inizialmente.
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Nella stessa maniera abbiamo già passato dalla teoria di Garnier a quella di Enric Corbera e dopo alla metodologia di Alejandra, nella stessa maniera in cui più avanti vedremo cose nuove e tanti cambiamenti. 

Anche se ho detto prima che non abbiamo il bisogno di seguire nessuno, all'inizio forse è necessario. Però ma man mano ci colleghiamo al nostro essere originale, sarà Egli a decidere cosa è meglio per noi. Ti amo.
Introduzione- continuazione.
Piano campo quantico.


Perciò non do intervista e non ci sono pubblicità attraverso mezzi di comunicazione, perché non ha nessun senso che una persona accenda la televisione e senta qualcuno dicendole che tutto ciò che ha imparato non serve a niente.

Sarebbe una pazzia!! Sarebbe aggressivo e crudele e non ha nessun senso, perché se non esiste dentro alla persona un osservatore attivo di maggiore velocità come una necessità è come dire: hai prurito, grattati. Ma se non senti quel bisogno non lo farai.

Per accettare questo qualcosa deve essere attivo nell'essere e dopo soltanto rimarrà una difficoltà nell'ordine logico, perché questo che è di una maggiore velocità possa esprimersi. 

Perciò se ti risuona la applichi e se non è così non la potrai applicare mai.

Tutti i terapisti che stanno imparando la metodologia e la legge dovranno avere molta pazienza perché i suoi pazienti che vivono in un mondo di esperienze e ancora non hanno attivato un osservatore di maggiore velocità non avranno un punto di appoggio per applicare la legge. Questo dev'essere riconosciuto.
Ma questo è ora, in questa tappa. Un modo di dire è: vedo qualcosa che viene da lontano, pero uno che vede meno vede qualcosa che è possibile che io non possa vederlo.

Ma lo vedrà perché quello si sta avvicinando. Si avvicina e sta qui, velocità di percezione e lo vedrà. E visibile ed è concreto.

Questa è un'altra istanza. La legge intraprenderà altre maniere di essere insegnate e di essere espressa nel mondo, quando quel momento arriverà. E quel momento può essere in poco tempo. Quando la verità diventa già troppo ovvia per tutti.

Per esempio il tennis, il golf, questi sport ci stanno aiutando e sono una risorsa che l'essere originale ha per mettere in evidenza qualcosa che nessuno potrà negare.

All'improvviso una persona da non sapere nulla passa a sincronizzare tutte le velocità e il gioco esce perfetto e ha un'enorme velocità di apprendimento.
Questo non si può negare perché è un fatto. Allora, quando la legge diventa un fatto, sarà perché ci sono i ponti che hanno fatto la transizione. Perciò sarà un fatto.

Allora quei ponti sono creati da quelli che hanno questa risonanza ora e che possono applicare la legge e possono generare cose concrete.

Una volta quelle cose concrete erano generate nel mondo, è evidente che gli osservatori di minore velocità vedranno ovviamente tutti i fatti di fronte ai propri occhi, e qui inizierà un'altro capitolo della legge universale applicata nel mondo. Buono, questo sarà il capitolo 2014.

Questo lo vedo meraviglioso perché ciò che ci attiverà è l'umorismo, perché se ricordate che il piano 5 che abbiamo visto nel video anteriore, è il piano dell'umorismo, perché l'umorismo ha a che vedere con un disegno logico.
Per esempio, se qualcuno viene e mi dice una barzelletta e io non rido, non perché la barzelletta mi ha offeso, ma perché io non sono connessa alla logica di quella barzelletta.

Quella persona che dice una barzelletta ad un'altra,  sa se l'altra persona riderà o no, da prima perché intuisce la logica nella quale si appoggia l'altra persona.

Perciò è che una barzelletta in una cultura funziona e in un'altra no, perché ha a che vedere con la cultura nella quale tutti sono referenziati.
Allora nel piano dell'umorismo, che è il piano delle distorsioni, è anche il piano della logica, dove si disegnano i circuiti che si metteranno in moto dentro dei programmi 4, dentro del piano mentale 3, dentro dell'energia in movimento 2, e dentro il piano fisico 1.

Allora questa istanza 5 mi darà il disegno logico, e la istanza 6 è come una spina dove lo connetti alla corrente.

Un programma che lo scrivo in un documento di testo, lo passo attraverso una istanza che gli da l'energia e tutta questa logica prende vita.

Allora lì posso montare un programma che abbia quella logica e che abbia quella energia, e quello è il piano 4, viaggiatore.

Allora, cosa passa ora: quelli che hanno disegnato attraverso lo sdoppiamento tutti questi circuiti per andare in viaggio turistico a conoscere ciò che è, e ciò che non è, creano il ritorno. Allora è una istanza di umorismo. 

Grazie amato essere, ci vediamo al prossimo post!! Ti amo! Namaste.

Prospettiva dello Sdoppiamento del tempo. Piano 8.

Prospettiva dello Sdoppiamento del tempo. Piano 7.

Prospettiva dello Sdoppiamento del tempo. Piano 6. Parte 7.

Prospettiva dello Sdoppiamento del tempo. Piano 6. Parte 6.

Prospettiva dello Sdoppiamento del tempo. Piano 6. Parte 5.

Prospettiva dello Sdoppiamento del tempo. Piano 6. Parte 4.

Prospettiva dello Sdoppiamento del tempo. Piano 6. Parte 3.

Prospettiva dello Sdoppiamento del tempo. Piano 6. Parte 2.

Prospettiva dello Sdoppiamento del tempo. Piano 6. Parte 1

Prospettiva dello Sdoppiamento del tempo. Quinto piano. Parte 5.

Prospettiva dello Sdoppiamento del tempo. Quinto piano. Parte 4.

Prospettiva dello Sdoppiamento del tempo. Quinto piano. Parte 3.

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Prospettiva dello Sdoppiamento del tempo. Quarto piano. Parte 4.

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Lo sdoppiamento del tempo attraverso la metodologia di Alejandra Casado. Parte 1

Mettendo in pratica la metodologia dello sdoppiamento del tempo. Seconda Parte.

Mettendo in pratica la metodologia dello sdoppiamento del tempo. Terza parte.

Mettendo in pratica la metodologia dello sdoppiamento del tempo. Quarta parte.

Mettendo in pratica la metodologia dello sdoppiamento del tempo. Quinta parte-A.

Mettendo in pratica la metodologia dello sdoppiamento del tempo.Quinta parte.B

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