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12 nov 2014

La felicità contempla tutto e vede che tutto è uno.

Sat Nam bello essere divino! Tante benedizioni e tanto amore a te che sei parte di me! 

Chi potrebbe crede alle illusioni se non quello che le ha inventate?

Chi altro potrebbe vederle e reagire ad esse come se fossero la verità?


Dio non sa niente su i tuoi piani per cambiare la sua volontà.


L'universo è indifferente sulle leggi con cui hai creduto di governarlo.


E il cielo non si è piegato davanti all'inferno, né la vita davanti alla morte.


Tutto quello che puoi fare è scegliere di pensare che puoi morire o soffrire di malattia o che in qualsiasi modo puoi travisare la verità.

Ciò che è immutabile non può cambiare. E ciò che è assolutamente impeccabile non può peccare. Questa è la semplice verità.
Così Parlò Krishnamurti
I suoi straordinari messaggi, prima del grande rifiuto
Capitolo 21.
La ragione e la percezione.
VIII-Il cambiamento interno.
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1. Sono allora pericolosi i pensieri?  Per i corpi sì che lo sono! I pensieri che sembrano distruggere sono quelli che sono stati insegnati a quello che pensa ed è che lui può essere distrutto.

E così “muore” per ragione di ciò che ha imparato.

Passa dalla vita alla morte, che è la prova finale che lui ha dato valore a ciò che è effimero invece di avere stima di quello che è costante. 

Sicuramente ha creduto che voleva la felicità. Però non l'ha desiderata, perché la felicità è la verità e pertanto dev'essere costante.
2. Una gioia costante è una condizione completamente lontana dalla tua comprensione. Nonostante se tu potessi immaginare come sarebbe questo lo desidereresti anche se non lo capissi.

In questa condizione di costante gioia non ci sono eccezioni né cambiamenti di nessun tipo.

È tanto incrollabile come è l'amore di Dio per la Sua Creazione. È tanto sicura della sua visione nella stessa maniera che il Suo Creatore è sicuro di ciò che Egli sa. La felicità contempla tutto e vede che tutto è uno.

Non vede ciò che è effimero, perché desidera che tutto sia come essa stessa è, e così è che lo vede. Niente ha il potere di cambiare la sua costanza, perché il suo proprio desiderio non può essere commosso.

Questa arriva a quelli che capiscono che l'ultima domanda è necessaria perché le altre possano essere risposte, nella stessa maniera in cui la pace deve arrivare a quelli che hanno scelto di guarire invece di giudicare.
3. La ragione ti dirà che non puoi chiedere la felicità di una maniera inconsistente. Perché se ciò che desideri ti è concesso e la felicità è costante, allora non hai bisogno di chiederla che soltanto una volta per godere di essa eternamente.

E se essendo ciò che è non godi di essa per sempre significa che non l'hai chiesto. Perché nessuno smette mai di chiedere ciò che desidera a chi crede che ha la capacita per concederlo a lui.

Forse sta sbagliando rispetto a ciò che chiede, dove lo chiede e a chi lo chiede. Nonostante chiederà perché desiderare è un richiesta, una petizione fatta da qualcuno a cui Dio Stesso non lascerebbe senza darle una risposta.

Dio ha dato a te tutto ciò che in realtà vuoi. Però quello di ciò che tu non sei sicuro, Dio non lo può dare a te.

Perché mentre continui ad essere insicuro significa che non vuoi in realtà quello che hai desiderato e quello che Dio dà non può essere completo fino a che tu non lo riceverai.
4. Tu che completi la Volontà di Dio e che sei la Sua Felicità, tu la cui volontà è tanto poderosa come la Sua, la quale è un potere che non puoi perdere neanche in illusioni, pensa attentamente per quale ragione non hai ancora deciso come risponderai all'ultima domanda.

La tua risposta alle altre ti ha aiutato ad essere parzialmente sano di mente. 

Questa è l'ultima, nonostante ciò è quella che in realtà ti chiede se sei disposto ad essere completamente sano di mente.
5. Cosa è l'istante santo che la chiamata di Dio a che tu possa riconoscere ciò che Egli ti ha dato? 

È qui la grande chiamata alla ragione, alla coscienza di ciò che è stato sempre lì di fronte ai tuoi occhi, alla felicità che potrebbe essere tua per sempre.

È qui la pace costante che potresti sperimentare sempre. È qui rivelato davanti a te ciò che la negazione ha negato.

Perché all'ultima domanda è stata data la risposta qui e ciò che chiedi ti è stato già concesso. Qui il futuro è adesso, perché il tempo è impotente davanti al tuo desiderio di ciò che non cambierà mai.


Perché hai chiesto che niente si interponga tra la santità della tua relazione e la tua coscienza di quella santità. Un corso di miracoli.

Grazie bellissimo essere per essere presente nella mia vita e per leggere i miei post. Pioggia di benedizioni e abbondanza. Ti amo. Tu sei me e io sono te. Namastè.
 GoogleTutti post del corso di miracoli.
Liberarsi delle illusioni
Nuove conversazioni con U. G. Krishnamurti

11 nov 2014

Soltanto quelli che credono di essere insignificanti potrebbero sentirsi attratti da essa. Parte 2.

Sat Nam bello essere divino! Tante benedizioni e tanto amore a te che sei parte di me! 

Oggi riposi nella pace di Dio e dal tuo riposo esorti i tuoi fratelli a trovare quello tuo e riposare insieme a te.

Oggi sarai fedele al tuo compito, non dimenticherai nessuno e includerai tutti nel cerchio senza fine della tua pace, il santo santuario dove riposi.

Apri le porte del tempio e lascia che i tuoi fratelli che sono lontani e i tuoi amici più stretti che vengono dalle parti più remote del mondo, nonché dal più vicino vengano a riposare insieme a te.

Adesso riposi nella pace di Dio con calma e senza paura.
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Capitolo 21.
La ragione e la percezione.
VII- L'ultima domanda.
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7. Non dimenticare che la scelta tra il peccato e la verità o l'impotenza e il potere è la scelta tra attaccare e guarire.

Perché la guarigione viene dal potere e l'attacco dall'impotenza. È impossibile che tu desideri guarire a quello che stai attaccando.

E a quello che tu desideri guarire dev'essere quello che hai deciso che fosse in salvo dall'attacco.

E quale altra cosa potrebbe essere questa decisione che la scelta tra vederlo attraverso gli occhi del corpo o quella di permettere che ti sia rivelato attraverso la visione?

La maniera in cui questa decisione da luogo ai suoi effetti non è il tuo problema. Però tu decidi ciò che vuoi vedere. Questo è un corso sulle cause non sugli effetti.
8. Considera molto accuratamente quale risposta darai a questa ultima domanda a cui ancora non hai risposto.

E permetti che la ragione ti dica quale dev'essere la risposta e che nella sua risposta si trovano le altre tre.

Ti risulterà evidente allora, quando osserverai gli effetti del peccato in qualsiasi delle sue forme, l'unica cosa di cui avrai bisogno di fare sarà semplicemente chiedere a te stesso il seguente:

È questo ciò che voglio vedere? È questo ciò che desidero?
9. Questa è la tua decisione, la base di ciò che accade. Non ha niente a che vedere con la maniera in cui accadono ma sì con il perché.

Perché su questo hai il controllo.

E se scegli di vedere un mondo dove non hai nemici e dove non sei impotenti ti saranno dati i mezzi per poter vederlo.
10. Perché è tanto importante questa ultima domanda. La ragione ti dirà perché. È uguale nelle altre tre eccetto in ciò che rispetta al tempo.

Le altre sono decisioni che puoi prendere, ritornare indietro e dopo tornare a prenderle. Però la verità è costante e implica uno stato nel quale le indecisioni sono impossibili.

Puoi desiderare un mondo nel quale tu puoi comandare e non uno che ti comanda e dopo cambiare di parere.

Puoi desiderare di scambiare la tua impotenza per il potere e dopo perdere quel desiderio quando un leggero lampeggio di peccato ti attrae.

E puoi desiderare di vedere un mondo incapace di peccare e nello stesso tempo permettere che un “nemico” ti possa tentare ad usare gli occhi del corpo e così cambiare di parere.
11. Il contenuto di tutte quelle domande è lo stesso. Perché ognuna di loro ti chiede se sei disposto a scambiare il mondo del peccato per quello che lo Spirito Santo vede, giacché questo è ciò che il mondo del peccato nega.

Quelli che vedono il peccato quindi stanno vedendo la negazione del mondo reale.

Sebbene l'ultima domanda aggiunge permanenza al tuo desiderio di voler vedere il mondo reale, in modo che quel desiderio diventa l'unico che avrai.

Se rispondi questa ultima domanda con un “sì” aggiungi sincerità alle decisioni che hai presso già rispetto alle altre.

Perché soltanto allora avrai rinunciato alla opzione di poter cambiare di parere di nuovo.

Quando questo smetta di interessarti, le Altre domande rimarranno perfettamente risposte.
12. Perché credi che non sei sicuro che le altre domande sono state risposte? Sarebbe necessario sollevarle con più frequenza se fossero state date già delle risposte?

Fino a che non avrai preso la decisione finale la risposta sarà alla volta un “si” e un “no”. Perché hai risposto senza renderti conto che il “si” deve significare “che non hai detto no”.

Nessuno decide contro la sua propria felicità ma può farlo se non si rende conto che questo è ciò che sta facendo.

E se lui vede la sua felicità come qualcosa che cambia costantemente, per esempio: adesso è questo e dopo è un'altra cosa e dopo un'ombra sfuggente che non è collegata a nulla, non potrà che decidere contro essa.
13. La felicità sfuggente quella che cambia di forma secondo il tempo e il luogo è una illusione che non significa niente. 

La felicità dev'essere costante perché è raggiunta attraverso l'abbandono del desiderio di ciò che non è costante.

La gioia non può essere percepita eccetto attraverso una visione costante. E la visione costante soltanto è concessa a quelli che desiderano la costanza.

Il potere del desiderio del Figlio di Dio continua ad essere la prova che quello che considera se stesso impotente sta sbagliando.

Desidera quello che vuoi e quello sarà ciò che contemplerai e crederai che è reale. Non c'è un solo pensiero che sia sprovvisto del potere di liberare o di uccidere.

Né nessuno che possa abbandonare la mente del pensatore o di smettere di avere effetti su di lui. Un corso di miracoli.

Grazie bellissimo essere per essere presente nella mia vita e per leggere i miei post. Pioggia di benedizioni e abbondanza. Ti amo. Tu sei me e io sono te. Namastè. GoogleTutti post del corso di miracoli.

10 nov 2014

Soltanto quelli che credono di essere insignificanti potrebbero sentirsi attratti da essa. Parte 1.

Sat Nam bello essere divino! Tante benedizioni e tanto amore a te che sei parte di me! 

Chiudi gli occhi in modo da vedere il mondo e guarda come le luci nell'oscurità silenziosa che non sono di questo mondo si accendono una dopo l'altra, fino a che smette di essere irrilevante dove comincia una e dove finiscono le altre e si fondono in una sola.

Oggi le luci del cielo si inchinano davanti a te e versano la sua luce sulle tue palpebre mentre riposi oltre il mondo delle tenebre.

Ecco una luce che gli occhi non possono vedere. Eppure, la mente può chiaramente vederla e capirla.

Oggi ti è concessa una giornata di grazia e sei grato per questo.

Oggi ti rendi conto che ciò che temevi di perdere era solo la perdita. Adesso capisci che è impossibile perdere.
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Capitolo 21.
La ragione e la percezione.
VII- L'ultima domanda.

1. Non ti rendi conto che tutta la tua sofferenza viene dalla strana credenza che sei impotente? Essere impotente è il prezzo del peccato.

L'impotenza è la condizione che impone il peccato, il requisito che esige perché tu possa credere in esso.

Soltanto gli impotenti potrebbero credere nel peccato. L'enormità non ha nessun fascino eccetto per quelli che sono insignificanti.

Soltanto quelli che credono di essere insignificanti potrebbero sentirsi attratti da essa.

Tradire il Figlio di Dio è la difesa di quelli che non si identificano con lui. 

E tu o sei dalla parte di lui o contro lui, o lo ami o lo attacchi o proteggi la sua unità o lo consideri frammentato e distrutto come una conseguenza del tuo attacco.
2. Nessuno crede che il Figlio di Dio sia impotente. E quelli che vedono se stessi come impotenti devono credere che non sono Figli di Dio.

Cosa sarebbe allora se non il suo nemico? 

E cosa potrebbe fare se non sentire invidia del suo potere e come conseguenza di questo diventare timoroso di quel potere?

Questi sono i sinistri, i silenziosi e timorosi, quelli che si trovano soli e incomunicabili e quelli timorosi che il potere del Figlio di Dio li possa uccidere con un colpo, alzano la sua impotenza contro lui.

Si uniscono all'esercito degli impotenti per combattere la sua guerra di vendetta, amarezza e rancore contro lui al fine che lui possa diventare uno con loro.

E giacché non sanno che sono uno con lui non sanno a chi odiano. 

Sono in verità un esercito che si lamenta, ognuno di loro tanto capace di attaccare suo fratello e attaccare se stessi per ricordare che una volta tutti hanno creduto di avere una causa comune.
3. I sinistri danno l'impressione di essere frenetici, di essere rumorosi e forti. Però non sanno chi è il suo”nemico” ma soltanto che lo odiano.

L'odio li ha riuniti, ma non sono uniti. Perché se lo fossero non sarebbero capaci di provare odio. 

L'esercito degli impotenti si scioglie in presenza della fortezza.

Quelli che sono forti sono incapaci di tradire, perché non hanno il bisogno di avere sogni di potere né di esteriorizzarli.

In quale altra maniera può agire un esercito di sogni? In qualsiasi altra maniera. Potrebbero vedersi attaccando qualcuno con qualsiasi altra cosa.

I sogni sono completamente irrazionali.

Un fiore può diventare una lancia, un bambino un gigante e un topo può ruggire come un leone. E con la stessa facilità l'amore può essere scambiato con l'odio.

Questo non è un esercito ma una casa di dementi. Ciò che sembra di essere un attacco concertato è proprio un pandemonio.
4. L'esercito degli impotenti è in verità molto debole. Non ha armi né nemico.

Può certamente invadere il mondo e cercare un nemico. Però non potrà mai trovare ciò che non esiste.

Può certamente sognare che ha trovato un nemico ma questo cambia, incluso mentre lo sta attaccando in modo che corre subito a cercare un'altro e non ottiene mai la vittoria.

E man mano che corre, attacca se stesso pensando che ha avuto un piccolo assaggio del grande nemico che sfugge sempre del suo attacco assassino diventando se stesso un'altra cosa. 

Quanto traditore sembra di essere quel nemico che cambia tanto che neanche è possibile riconoscerlo.
5. L'odio nonostante ciò deve avere un attacco d'ira. Non può avere fede nel peccato senza un nemico.

Chi crede nel peccato potrebbe osare credere che non ha nemici? Potrebbe ammettere che nessuno lo ha fatto sentire impotente?

La ragione sicuramente le direbbe che smettesse si cercare ciò che non può essere trovato. Sebbene deve prima essere disposto a percepire un mondo dove non ci sono nemici.

Non è necessario che capisca come sarebbe possibile che lui stesso fosse disposto a vedere un mondo così. Non dovrebbe neanche tentare di capirlo.

Perché se pone la sua attenzione in ciò che non può capire non farà che ingrandire la sua sensazione di impotenza e lasciare che il peccato le dica che il suo nemico dev'essere proprio lui stesso.

Però deve permettere che posa fare a se stesso le seguenti domande rispetto alle quali deve prendere una decisione, perché questo si possa portare infine a lui:

Desidero un mondo nel quale comando io invece di uno che regola me?
Desidero un mondo nel quale sono poderoso invece di uno nel quale sono impotente?
Desidero un mondo nel quale non ho nemici e non posso attaccare?
Desidero vedere quello che ho negato perché è la verità?
6. Forse hai già risposto alle tre prime domande ma ancora non hai risposto a l'ultima. Perché questa sembra essere temibile e differente dalle altre.

Però la ragione ti assicurerebbe che tutte loro sono le stesse.

Avevamo detto che in questo anno avremmo fatto enfasi nella uguaglianza delle cose che sono uguali.

Questa ultima domanda, che è in verità l'ultima con la quali devi prendere una decisione, ancora sembra di racchiudere una minaccia per te rispetto a quella che le altre non possiedono.

E questa differenza immaginaria da testimonianza della tua credenza che forse la verità è il nemico con cui ancora ti devi incontrare.

E in questo sta l'ultima speranza di trovare peccato e di non accettare il potere. Un corso di miracoli.

Grazie bellissimo essere per essere presente nella mia vita e per leggere i miei post. Pioggia di benedizioni e abbondanza. Ti amo. Tu sei me e io sono te. Namastè. GoogleTutti post del corso di miracoli.
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7 nov 2014

Il corpo non ti separa da tuo fratello e se credi che lo fa sei un demente. Parte 2.

Sat Nam bello essere divino! Tante benedizioni e tanto amore a te che sei parte di me! 

La condizione naturale della mente è una totale astrazione.


Ma una parte di essa è diventata innaturale.


Essa non vede tutto come se fosse uno, ma vede solo frammenti del tutto, perché solo 
in questo modo è stato possibile costruire il mondo parziale che tu vedi.

Lo scopo della vista è quello di mostrarti ciò che tu desideri di vedere.


Tutto quello che senti riporta alla tua mente solo i suoni che tu desideri di ascoltare.


Un fratello è tutti fratelli.


E ogni mente sono tutte le menti, nella stessa maniera che tutte le menti sono Una. Questa è la verità.

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Capitolo 21.
La ragione e la percezione.
VI-La ragione in contrapposizione alla demenza.
6. Se scegli il peccato invece della guarigione stai condannando il Figlio di Dio a quello che non può essere mai corretto.

Stai dicendo a lui con la tua scelta che è stato condannato, separato da te e da Suo Padre per sempre e senza speranza di poter mai ritornare in salvo.

Questo è ciò che insegni ed è quello che imparerai da lui, esattamente proprio quello che gli stai insegnando.

Perché l'unica cosa che puoi insegnare a lui è che lui è come tu vuoi che sia e che ciò che scegli che lui sia è ciò che hai scelto per te.

Pero non pensare che questo è temibile. 

Che sei unito a lui è un fatto non una interpretazione.

Come può un fatto essere temibile a meno che sia in accordo con ciò che hai in più stima rispetto alla verità?

La ragione ti direbbe che questo fatto è la tua liberazione.
7. Né tu né tuo fratello potete essere attaccati o separati. 

Non potete neanche accettare un miracolo senza che l'altro non sia ugualmente benedetto da esso e guarito dal dolore.

La ragione nella stessa maniera che l'amore desidera di tranquillizzarti e non è la sua intenzione provocarti timore.

Il potere di guarire il Figlio di Dio ti è stato concesso, perché lui non può che essere uno con te.

Tu sei responsabile di come lui vede se stesso. 

E la ragione ti dice che ti è stato concesso il potere di trasformare totalmente e in un solo istante la sua mente per intero, la quale è una con te. 

E qualsiasi istante serve per portare al fine una completa correzione di tutti gli errori e restituirgli la sua pienezza. 

Nell'istante in cui sceglierai di essere guarito, in quello stesso istante sarà guarito lui insieme a te.

Ti è stata data la ragione per poter capire che questo è così. 

Perché la ragione che è tanto benevola quanto lo scopo per cui viene impiegata, ti allontana dalla demenza e ti conduce verso l'obbiettivo della verità.

E lì ti disfarai dal carico che suppone negare la verità. Ed è il carico che è terribile non la verità.
8. Nel fatto che tu e tuo fratello siete uniti sta la vostra salvezza: il regalo viene dal Cielo non dalla paura. 

Consideri forse che il Cielo è un carico per te? 

Nella demenza certo che lo è.

Sebbene ciò che la demenza vede deve essere dissipato dalla ragione. 

La ragione ti assicura che il Cielo è ciò che vuoi ed è l'unica cosa che in realtà vuoi.

Ascolta Quello che ti parla con ragionamento e che mette la tua ragione in armonia con la Sua. 

Deciditi di permettere che la ragione sia il mezzo attraverso il quale Egli ti possa indicare come lasciare indietro la demenza.

Non ti nascondere dietro la demenza per scappare dalla ragione.

Ciò che la demenza coprirebbe, lo Spirito Santo lo mette allo scoperto, perché tutti lo possano contemplare con giubilo.
9. Tu sei il salvatore di tuo fratello. Lui è il tuo. 

Alla ragione piace parlare di questo. 

L'Amore ha infuso l'amore in questo piano benevolo.

È ciò che l'Amore solleva è somigliante a Se Stesso in questo: a l'essere unito a te Egli desidera che tu impari ciò che tu devi essere. 

E giacché tu sei uno con Egli ti è stato incaricato di dare ciò che Egli ti ha dato e che ancora continua a darti.

Dedica anche sia un solo istante nella piacevole accettazione di ciò che ti è stato incaricato di dare a tuo fratello e a riconoscere con lui ciò che è stato dato ad entrambi.

Dare non è più benedetto da ricevere, però non è neanche meno.
10. Il Figlio di Dio è benedetto sempre come se fosse una cosa sola. 

E man mano che la sua gratitudine arriva fino a te che hai benedetto, la ragione ti dirà che è impossibile che tu sia escluso dalla benedizione stessa.

La gratitudine che lui ti offre ti ricorda quella che Tuo Padre ha dato a te per il fatto di averlo completato.

E la ragione ti dice che soltanto in questo modo è possibile estendere ciò che tu devi essere. 

Tuo Padre è tanto vicino a te nella stessa maniera in cui lo è tuo fratello.

Sebbene cosa potrebbe essere più vicino a te che il tuo proprio Essere?
11. Il potere che eserciti sul Figlio di Dio non suppone una minaccia per la sua realtà. 

Al contrario soltanto da testimonianza di essa. 

E se lui è libero dove potrebbe essere la sua libertà se non in lui stesso?

E chi potrebbe incatenarlo se non proprio lui stesso nell'istante in cui nega la sua libertà? 

Nessuno deride Dio, né può Suo Figlio essere imprigionato, a meno che questo sia il suo proprio desiderio.

E attraverso il suo proprio desiderio è come lui può liberare se stesso. 

In questo sta la sua forza. 

Però quando sceglie di condannare se stesso diventa un prigioniero che incatenato aspetta il suo proprio perdono per potersi liberare. Un corso di miracoli.

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6 nov 2014

Il corpo non ti separa da tuo fratello e se credi che lo fa sei un demente. Parte 1.

Sat Nam bello essere divino! Tante benedizioni e tanto amore a te che sei parte di me! 

Nessuno può dare ciò che non ha ricevuto. Per dare qualcosa si deve possedere prima.


Il mondo ritiene che per possedere una cosa dev'essere conservata. La salvezza insegna il contrario.


Dando è come si riconosce ciò che abbiamo ricevuto. Dare è la prova che quello che hai è tuo.


Capisci che sei sano quando offri la guarigione.


Accetti che il perdono è stato compiuto in te quando hai perdonato.


Attraverso tuo fratello riconosci te stesso e così ti rendi conto che sei pieno.


Non c'è miracolo che tu non possa dare, perché ti è già stato dato.



Ricevi tutti i miracoli adesso aprendo il deposito della tua mente che è dove si trovano e offrili al mondo.
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Capitolo 21.
La ragione e la percezione.
VI-La ragione in contrapposizione alla demenza.

1. La ragione non può vedere peccati ma può vedere errori e cercare la sua correzione. 

Non gli da valore, invece da valore alla sua correzione.

La ragione ti direbbe anche che quando credi di essere nel peccato stai infatti chiedendo aiuto.

Nonostante se non accetti l'aiuto che stai chiedendo non potrai neanche credere che puoi darlo.

Quindi non lo darai e così non rinuncerai a quella credenza. 

Perché qualsiasi tipo di errore che non è stato corretto ti inganna rispetto al potere che è in te per porter eseguire la correzione.

Se quel potere può portare infine la correzione e tu non lo permetti, starai negando la correzione a te stesso così come a tuo fratello.

E se lui condivide con te questa stessa credenza sarete entrambi condannati. 

Puoi evitare questo a te stesso e anche a lui, giacché la ragione non faciliterebbe la correzione unicamente in te.
2. Non puoi accettare o rifiutare la correzione senza escludere tuo fratello. 

Il peccato manterrebbe l'idea che sì puoi farlo.

Però la ragione ti dice che non puoi considerare te stesso e tuo fratello come i peccatori e allo stesso tempo continuare a percepirlo o percepire te come innocente.

Colui che considera se stesso colpevole potrebbe vedere un mondo libero dal peccato? 

E chi può vedere un mondo peccaminoso e nello stesso tempo considerare se stesso lontano da questo mondo?

Il peccato manterrebbe che tu e tuo fratello non potreste che essere separati. 

Però la ragione ti dice che questo deve essere un errore.

Perché se siete uniti, come potreste avere pensieri privati? 

E como potrebbe essere che i pensieri che si addentrano in ciò che soltanto sembra di essere tuo non avesse nessun effetto in ciò che sì è suo?

Se le menti sono unite questo è impossibile.
3. Nessuno può pensare separatamente,così come Dio non pensa senza Suo Figlio. 

Questo sarebbe unicamente se i due fossero corpi.

Nessuna mente potrebbe neanche pensare separatamente a meno che il corpo fosse la mente. 

Perché unicamente i corpi possono essere separati e pertanto essere irreali.

La dimora della demenza non può essere la dimora della ragione. 

Pero è facile abbandonare quella dimora se vedi la ragione.

Non puoi abbandonare la demenza spostandosi in un altro luogo.

L'abbandoni semplicemente accettando la ragione nel luogo che una volta occupava la follia.

La demenza e la ragione vedono le stesse cose ma la contemplano in un modo differente.
4. La demenza è un attacco contro la ragione e la allontana dalla mente occupando il suo posto. 

La ragione non attacca soltanto ma occupa silenziosamente il posto della demenza e la rimpiazza se i dementi decidono di ascoltarla.

Però i dementi non conoscono la sua propria volontà, perché credono di vedere il corpo e permettono che la sua propria demenza dica a loro che questo è reale.

La ragione sarebbe incapace di questo. 

E se tu difendi il corpo contro la tua ragione non capirai ciò che è il corpo né quello che sei tu.
5. Il corpo non ti separa da tuo fratello e se credi che lo fa sei un demente. 

Però la demenza ha un proposito e crede anche di disporre dei mezzi che la possono far diventare realtà.

Vedere il corpo come una barriera che separa quello che la ragione ti dice che non può che essere unito, può essere soltanto una demenza.

E non lo vedresti in questa maniera se ascoltassi la voce della ragione. 

Cosa può avere che si interponga tra ciò che è continuo. 

E se niente si interpone,  come può essere escluso da altre parti, ciò che è già parte di qualsiasi di loro. 

Questo è ciò che la ragione ti direbbe. 

Però pensa in ciò che dovresti ammettere se questo fosse così. Un corso di miracoli.

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