Gli elementi della terra parlano un linguaggio silenzioso. Un linguaggio che si rivela quando ci fermiamo, quando lasciamo che il respiro si distenda e la mente si apra.
La terra ci sostiene. Ci ricorda che possiamo affidarci, che ogni passo trova un appoggio, anche quando non lo vediamo.
L’acqua ci invita a fluire. A lasciar andare ciò che appesantisce, a seguire il movimento naturale della vita senza opporre resistenza.
L’aria porta leggerezza. È spazio, respiro, possibilità. Ci insegna che ogni pensiero può dissolversi come una nuvola che attraversa il cielo.
Il fuoco illumina. Trasforma, purifica, apre nuove visioni. È la scintilla che ci ricorda che dentro di noi vive una forza che non si spegne.
Quando ascoltiamo questi elementi, scopriamo che non sono fuori da noi. Sono parte del nostro stesso modo di esistere: terra che sostiene, acqua che scorre, aria che respira, fuoco che risveglia.
E in questa presenza semplice, ritroviamo la nostra unità con tutto ciò che vive.
C’è una Presenza che vive in ogni cosa, una Presenza amata di Dio che abita in noi e in tutta l’umanità. Anche nelle acque della terra, questa Presenza si manifesta attraverso forme sottili, delicate, quasi impercettibili, che da sempre accompagnano il movimento dell’acqua.
Le antiche tradizioni parlano delle Ondine, spiriti femminili dell’acqua, e dei loro compagni, i Wallanos. Sono descritti come esseri di grande bellezza, profondamente legati ai fiumi, ai laghi e alle sorgenti. Vivono nelle profondità, dove custodiscono il fluire naturale dell’acqua e ne guidano il percorso verso il mare. Il loro lavoro è silenzioso, continuo, invisibile agli occhi ma percepibile nel ritmo stesso della natura.
Nel mare, invece, si racconta delle Nereidi, spiriti che vegliano sulle acque salate e sui loro movimenti più intensi. Sono considerate custodi delle tempeste e delle maree, affinché la forza dell’acqua non diventi distruttiva ma rimanga armonia e protezione. Si dice che lavorino in piccoli gruppi, uniti da una consapevolezza sottile e da un profondo senso di cooperazione.
Queste immagini non vogliono essere prese come realtà fisiche, ma come simboli: un modo poetico per ricordarci che la natura è viva, che ogni elemento è sostenuto da un’intelligenza più grande, e che tutto ciò che esiste collabora in silenzio per mantenere l’equilibrio del mondo.
E quando ci avviciniamo all’acqua con rispetto e gratitudine, è come se riconoscessimo questa presenza invisibile che ci accompagna da sempre.
Adesso chiudi gli occhi e respira profondamente:
Meditazione guidata sugli elementi dell’acqua
Siediti comodo. Lascia che il corpo trovi da sé una posizione naturale, senza forzare nulla.
Fai un respiro lento… e poi un altro, ancora più dolce. Senti l’aria che entra, fresca… e l’aria che esce, portando via ogni tensione.
Ora immagina di essere vicino all’acqua. Può essere un ruscello, un lago, il mare… Non importa quale immagine arrivi: accoglila così com’è.
Ascolta il suono dell’acqua. Lascia che il suo ritmo diventi il tuo ritmo. Ogni onda, ogni movimento, ti invita a lasciar andare ciò che non serve più.
Senti la presenza silenziosa degli spiriti dell’acqua, non come figure da vedere, ma come una sensazione di delicatezza che ti avvolge. Una presenza che sostiene, che guida, che purifica.
Inspira… e immagina che l’acqua porti chiarezza dentro di te. Espira… e lascia che tutto ciò che appesantisce scivoli via, come una foglia trascinata dalla corrente.
Rimani qualche istante in questo spazio. Senti che l’acqua ti parla senza parole. Senti che sei parte del suo movimento, parte della sua quiete, parte della sua vita.
Quando ti senti pronto, fai un respiro più profondo. Muovi lentamente le mani, le spalle… e riapri gli occhi con dolcezza.
Porta con te questa sensazione di fluidità e presenza. L’acqua continua a scorrere dentro di te.
Grazie e benedizioni.
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