Io sono te e tu sei me

“Io sono come Dio mi ha creato.”

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Oltre l'Illusione del Karma: Non sei qui per essere messa alla prova ✨🚫


Bellissimo essere di luce! 

Questo post affronta uno dei condizionamenti più profondi: l'idea che dobbiamo soffrire per meritare o per "imparare". È il momento di smantellare questo paradigma.

Per anni ho vissuto con il timore di un "debito" invisibile. Pensavo che se accadeva qualcosa di brutto fosse il Karma, o una prova divina per testare la mia forza. Mi sentivo come un’allieva sotto esame costante in una scuola crudele chiamata vita.

Oggi ho squarciato il velo: Il Karma, inteso come punizione o destino punitivo, non esiste. Dio non ti mette alla prova. Il Creatore non ha bisogno di testare la propria perfezione.

Allora perché accadono le "prove"?

Le sfide non arrivano dall'alto, ma dalla nostra disconnessione. Quando dimentichi la tua vera natura divina, entri in uno stato di sopravvivenza.

  • Il sistema nervoso prende il comando: Invece di vibrare alla frequenza dell'abbondanza, il tuo corpo inizia a vibrare di paura, debolezza e vulnerabilità.

  • Creazione inconscia: Poiché sei un Creatore potente, se credi di essere debole, creerai situazioni che riflettono quella debolezza. Le "prove" non sono messaggi dell'Universo, sono proiezioni della tua dimenticanza. Stai semplicemente sperimentando ciò che non sei.

Tu sei il Divino: Non esiste esame per l'Assoluto

Senti questa verità nelle tue ossa: Tu sei un'estensione del Divino. Tutto ti appartiene già. Un re non deve provare di essere un re; deve solo sedersi sul trono.

  • Quello che si sente vulnerabile, che ha paura di fallire, che si sente punito... non sei tu. È il tuo personaggio, la tua personalità costruita dal mondo.

  • Il vero "Io Sono" dentro di te è intoccabile, eterno e già infinitamente ricco.

Come uscire dal ciclo delle prove:

  1. Smetti di cercare il "perché": Quando accade qualcosa di difficile, non chiedere: "Cosa ho fatto di male?" o "Cosa devo imparare?". Di' invece: "Questo non appartiene alla mia vera natura. Io scelgo di tornare alla Norma del Creatore".

  2. Riconnettiti alla Fonte: La soluzione non è risolvere la prova, ma ricordare chi sei. Quando ti riallinei con la tua essenza, le prove si dissolvono perché non hanno più un terreno fertile su cui poggiare.

  3. Dichiara la tua Sovranità: Afferma con forza: "Io non sono soggetta a leggi di causa ed effetto basate sulla paura. Io vivo nella Grazia della mia natura divina".

Non sei una peccatrice che cerca di redimersi, né una studentessa che deve superare un test. Sei il Divino che gioca a fare l'umano. Smetti di credere alle prove e inizia a godere della tua eredità. Tutto è già tuo.

Con amore e gratitudine, Ti 🧡 

Grazie di cuore.

Oltre il Concetto di Sé: Scoprire Chi Sei Davvero (Parte 2)

Sat Nam bello essere!

"Lo stato di impeccabilità è semplicemente questo: ogni desiderio di attaccare è sparito in modo che non c'è ragione di percepire il Figlio di Dio in nessun'altra maniera che non sia tale come è. La necessità della colpevolezza è sparita perché non ha già nessun proposito e senza quell'obbiettivo di peccato non ha già senso. L'attacco e il peccato sono soltanto una illusione, perché ognuno è causa, obbiettivo e giustificazione dell'altro."

Tu hai fabbricato un concetto di te stesso che non ha alcuna somiglianza con te. (Parte 2)

L’ego costruisce identità. Le crea per sentirsi al sicuro, per avere un ruolo, per dare continuità a un mondo che teme di perdere.

Ma ciò che costruisce non parla di te. Parla solo della paura.

Il concetto di sé è un insieme di idee, giudizi, ricordi, aspettative, che hai imparato a chiamare “io”. È un’identità fragile, che cambia con l’umore, con le opinioni degli altri, con le circostanze del momento.

Eppure tu non cambi. Tu non sei ciò che appare. Tu non sei ciò che pensi di essere. Tu non sei ciò che l’ego ha costruito per sopravvivere alla sua stessa illusione.

Il Corso ti invita a guardare con dolcezza ciò che hai fabbricato. Non per combatterlo, ma per riconoscerne la natura: è un’ombra, non la sostanza. È un sogno, non l’identità. È un’interpretazione, non la verità.

Tu sei ciò che Dio ha creato: immutabile, innocente, intero.

Quando smetti di identificarti con il concetto che hai costruito, qualcosa si alleggerisce. Una quiete emerge. Una presenza si rivela.

È il tuo vero essere che torna a farsi sentire.

Non devi cercarlo. Devi solo smettere di confonderti con ciò che non sei.

🌙 Meditazione breve

Chiudi gli occhi un momento. Respira lentamente.

Inspira… e lascia che la mente si faccia ampia.

Espira… e lascia andare ogni immagine di te.

Ripeti interiormente: “Io non sono un concetto.”

Rimani qualche istante in questa quiete. Qui, il vero te emerge da solo.

Capitolo 31. 
La visione finale.
V-Il concetto dell'io di fronte al vero Essere.

4. Il volto dell'innocenza che il concetto di sé tanto orgogliosamente indossa, giustifica l'attacco che viene effettuato per autodifesa, allora non è forse un fatto ben noto che il mondo cerca aspramente l'innocenza indifesa?

Nessuno che forgia l'immagine di se stesso omette questo volto, perché ha bisogno di esso.

Ma non vuole vedere dall'altro lato.

Tuttavia, è lì dove l'apprendimento del mondo ha messo gli occhi, perché è lì dove viene stabilita la "realtà" del mondo, per perpetuare la continuità dell'idolo.
5. Dietro il volto dell'innocenza si trova una lezione da insegnare dove è stato concepito il concetto dell'io.

Si tratta di una lezione di un terribile movimento e di una paura devastante che la faccia sorridente che si trova sopra, deve guardare in un'altra direzione, per il timore a percepire il tradimento che nasconde.

Questo è ciò che insegna la lezione: "Io sono la cosa che hai fatto di me, e nel contemplarmi sei condannato a causa di quello che sono".

Il mondo sorride con l'approvazione di fronte a questo concetto di te stesso, perché assicura che le strade del mondo possano continuare ad essere al sicuro e che coloro che camminano in essi non possano sfuggire.
6. Questa è la lezione fondamentale che assicura che tuo fratello sarà condannato per sempre, per quello che tu sei è ormai è diventato il suo peccato.

E per questo non c'è perdono.

E non importa quello che farà, perché il dito accusatore verrà puntato verso di lui senza esitazione e con una precisione micidiale.

Punta anche verso te, ma questo fatto rimane ancora più nascosto nelle nebbie che si celano dietro il volto dell'innocenza.

E in quei sotterranei sono nascosti, sono conservati tutti i suoi peccati così come quelli tuoi e si mantengono nell'oscurità, dove non sono percepiti come errori, il quale senza dubbio la luce farebbe vedere.

Non si ti può dare la colpa per quello che sei, né è possibile cambiare quello che questo ti obbliga a fare.

Tuo fratello è per te, allora, il simbolo dei tuoi propri peccati, e lo condoni in silenzio, ma con l'insistenza accanita dalla cosa odiosa che sei.

Tu hai fabbricato un concetto di te stesso che non ha alcuna somiglianza con te. Parte 1.

Grazie bellissimo essere per essere presente nella mia vita e per leggere i miei post. Pioggia di benedizioni e abbondanza. Ti amo. Tu sei me e io sono te. Namastè. GoogleTutti post del corso di miracoli.
 

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