Sat Nam
bello essere!
Solo quelli che accusano se stessi
possono condannare.
(Parte 2)
La condanna sembra sempre rivolta all’esterno,
ma nasce dentro.
È un giudizio che la mente formula su di sé
e poi proietta sugli altri
per non sentirne il peso.
L’ego usa la colpa come strumento:
divide, confonde,
crea distanza dove c’è solo unità.
Ti convince che l’errore sia reale,
che qualcuno debba pagare,
che la pace arrivi solo dopo la punizione.
Ma il Corso è limpido:
non puoi condannare nessuno
senza prima aver condannato te stesso.
La mente è una,
e ciò che credi vero per l’altro
lo rendi vero per te.
Ogni accusa è un modo per evitare
di guardare la paura interiore.
Ogni giudizio è un tentativo
di proteggere un’immagine fragile di te.
Ogni condanna è una richiesta d’amore
che non riconosci.
Eppure la verità è semplice:
non c’è nulla da difendere.
Non c’è nulla da espellere.
Non c’è nulla da temere.
Quando smetti di accusarti,
la condanna perde significato.
Quando smetti di condannare,
la mente si alleggerisce.
Quando scegli di vedere innocenza,
la pace torna a farsi sentire.
La liberazione non arriva
dal cambiare gli altri,
ma dal guardare con onestà
ciò che la mente proietta
e scegliere di non crederci più.
🌙 Meditazione breve
Chiudi gli occhi un momento.
Respira lentamente.
Inspira…
e lascia che la mente si ammorbidisca.
Espira…
e lascia andare ogni giudizio.
Ripeti interiormente:
“Rinuncio alla condanna.”
Rimani qualche istante in questa quiete.
Qui, la colpa si scioglie da sola.
Capitolo 31.
Perché lì tu diventi un peccato, e il peccato non può abitare lì dove abita la gioia e la libertà, perché sono i suoi nemici e devono essere distrutti. Il peccato è conservato attraverso la morte, e coloro che credono di essere un peccato non possono che morire a causa di ciò in cui credono.
Solo quelli che accusano se stessi possono condannare. Parte 1.
Solo quelli che accusano se stessi
possono condannare.
(Parte 2)
La condanna sembra sempre rivolta all’esterno,
ma nasce dentro.
È un giudizio che la mente formula su di sé
e poi proietta sugli altri
per non sentirne il peso.
L’ego usa la colpa come strumento:
divide, confonde,
crea distanza dove c’è solo unità.
Ti convince che l’errore sia reale,
che qualcuno debba pagare,
che la pace arrivi solo dopo la punizione.
Ma il Corso è limpido:
non puoi condannare nessuno
senza prima aver condannato te stesso.
La mente è una,
e ciò che credi vero per l’altro
lo rendi vero per te.
Ogni accusa è un modo per evitare
di guardare la paura interiore.
Ogni giudizio è un tentativo
di proteggere un’immagine fragile di te.
Ogni condanna è una richiesta d’amore
che non riconosci.
Eppure la verità è semplice:
non c’è nulla da difendere.
Non c’è nulla da espellere.
Non c’è nulla da temere.
Quando smetti di accusarti,
la condanna perde significato.
Quando smetti di condannare,
la mente si alleggerisce.
Quando scegli di vedere innocenza,
la pace torna a farsi sentire.
La liberazione non arriva
dal cambiare gli altri,
ma dal guardare con onestà
ciò che la mente proietta
e scegliere di non crederci più.
🌙 Meditazione breve
Chiudi gli occhi un momento.
Respira lentamente.
Inspira…
e lascia che la mente si ammorbidisca.
Espira…
e lascia andare ogni giudizio.
Ripeti interiormente:
“Rinuncio alla condanna.”
Rimani qualche istante in questa quiete.
Qui, la colpa si scioglie da sola.
Capitolo 31.
Perché lì tu diventi un peccato, e il peccato non può abitare lì dove abita la gioia e la libertà, perché sono i suoi nemici e devono essere distrutti. Il peccato è conservato attraverso la morte, e coloro che credono di essere un peccato non possono che morire a causa di ciò in cui credono.
Solo quelli che accusano se stessi possono condannare. Parte 1.
La visione finale.
III-Quelli che accusano se stessi.
4. Ma
è il corpo quello che è il prigioniero, non la mente.
Il
corpo non ha pensieri.
Non
ha la capacità di imparare, perdonare o schiavizzare.
Non
dà ordini a cui la mente debba rispettare, né fissa condizioni che
questa debba obbedire.
Il corpo può solo mantenere in carcere la mente che è disposta ad abitare in esso.
Si
ammala eseguendo l'ordine della mente che vuole essere la sua prigioniera.
E
invecchia e muore, perché la mente è malata.
L'apprendimento
è l'unica cosa che può portare avanti il cambiamento.
Il corpo quindi, il quale è impossibile che possa imparare, non potrebbe mai cambiare a meno che la mente preferisca che cambiasse il suo aspetto per adattare lo scopo che lei stessa gli ha dato.
Perché la mente può imparare, ed è in essa che si verifica ogni modifica.
5. La mente che considera se stessa un peccato ha un solo proposito: che il corpo sia la fonte di peccato, perché la tenga in carcere, il quale essa stessa ha scelto e sorveglia e dove mantiene se stessa separata, prigioniera dei cani rabbiosi dell'odio e del male, dalla malattia e dall'attacco, dal dolore e dalla vecchiaia, dall'angoscia e dalla sofferenza, perché è qui i questa carcere che sono conservati i pensieri di sacrificio, perché è lì che il senso di colpa prevale e dove ordina al mondo di essere tale come è essa stessa: un luogo dove nessuno può trovare misericordia, o dove nessuno può sopravvivere alle devastazioni della paura se non che attraverso l'omicidio e la morte.
Grazie
bellissimo essere per essere presente nella mia vita e per leggere i
miei post. Pioggia di benedizioni e abbondanza. Ti amo. Tu sei me e
io sono te. Namastè. Google. Tutti
post del corso di miracoli.


