Il nostro nemico non è fuori di noi. È la proiezione delle nostre paure.
Ogni volta che crediamo di vedere un nemico nel mondo, stiamo in realtà osservando un frammento della nostra mente che non abbiamo ancora riconosciuto. La paura prende forma, si veste di volti, situazioni, ricordi… e ci appare come qualcosa di esterno, qualcosa da combattere o da evitare.
Ma il mondo non ci attacca. È la nostra interpretazione che crea distanza, conflitto, separazione.
Quando smettiamo di proiettare, il nemico scompare. Non perché cambia ciò che vediamo, ma perché cambia lo sguardo con cui guardiamo.
Dentro di noi esiste uno spazio più grande della paura. Uno spazio che non giudica, non condanna, non divide. È da lì che nasce la vera pace.
E quando scegliamo di guardare da quello spazio, ogni “nemico” diventa un messaggero: ci mostra ciò che chiede guarigione dentro di noi.
🌙 Meditazione guidata:
Chiudi gli occhi lentamente. Lascia che il corpo trovi una posizione comoda, senza forzare nulla. Senti il peso che scende verso la terra, come se qualcosa ti sostenesse da sotto, con gentilezza.
Fai un respiro profondo… e lascia uscire l’aria con un sospiro leggero. Ripeti ancora una volta, più lentamente.
Ora porta alla mente l’immagine di ciò che consideri un “nemico”: una persona, una situazione, un ricordo, un pensiero che ti crea tensione. Non respingerlo. Non giudicarlo. Lascialo semplicemente apparire, come una figura che si avvicina da lontano.
Osserva come ti fa sentire. Dove si muove la sensazione nel corpo? Nel petto? Nello stomaco? Nella gola? Rimani con quella sensazione, senza volerla cambiare.
Inspira… e immagina che una luce chiara inizi a diffondersi intorno a quella figura. Una luce che non giudica, non combatte, non divide. Una luce che vede oltre l’apparenza.
Espira… e lascia che la tensione si sciolga un po’ di più, come neve che si scioglie al sole.
Ora ripeti interiormente, con dolcezza: “Ciò che temo non è fuori di me.” Lascia che queste parole scendano in profondità, come gocce che cadono in un lago calmo.
Inspira ancora… e senti che la figura davanti a te diventa più trasparente, più leggera, meno definita. Non perché scompare, ma perché la paura che la sosteneva si sta dissolvendo.
Espira… e lascia andare l’ultimo strato di resistenza.
Ora immagina che quella figura si trasformi in un messaggero: non un nemico, ma un segnale che ti mostra ciò che dentro di te chiede guarigione. Accoglilo. Ringrazialo. E poi lascialo andare, come una nuvola che si allontana nel cielo.
Rimani qualche istante in questo spazio silenzioso. Senti la pace che emerge quando smetti di proiettare. Senti la leggerezza che nasce quando guardi con occhi nuovi.
Quando sei pronto, fai un respiro più profondo. Muovi lentamente le mani, le spalle… e riapri gli occhi con dolcezza.
Porta con te questa chiarezza. La pace che hai sentito ora è sempre disponibile.
Ti amo.